Il parco forestale del Roero

La strada sterrata dall’ingresso subito s’introduce nell’area verde. A destra ecco le nuove piante, sulla sinistra laghi, davanti verde, tanto verde. Si scende di qualche metro, s’attraversa un rio che raccoglieva acque piovane e si risale lentamente per raggiungere la costale che attraversa tutta la zona. Ed è proprio all’inizio di questa parte del parco che s’apre l’ingresso al primo angolo recuperato del parco: un lago, quello delle ginestre, completamente ripulito, recintato con un semplici pali di legno, attorniato da un’area attrezzata con tavoli e angoli predisposti per il barbecue. E, ancora, un campo di calcetto e l’area centrale per piccole manifestazioni.

Il “cervello” del parco è qui. E da qui si può partire sia per il percorso natura che per raggiungere la pineta dei folletti attraversando uno dei più begli angoli incantati del parco. Ma chi vuole si può incamminare lungo il sentiero che dal lago torna sulla costale. E qui si incontrano: un lunghissimo parcheggio, naturalmente sull’erba, ricavato in una rientranza degli alberi lungo la strada sia a destra che a sinistra; un’area attrezzata per l’atterraggio dell’elicottero del 118; e la zona più amata dai bambini, l’area giochi.

È stata dotata dei divertimenti più belli. Sono tutti “attrezzi” in legno che sembrano voler portare per mano i bambini nel loro incontro con la natura. Ci sono altalene e troni per re e fate, ci sono capanne degli indiani e carrozze, c’è tanta allegria. Ora tutta l ‘area della “pineta dei giochi” è stata recintata con pali in legno per garantire la massima sicurezza. Vicino ai giochi, c’è la postazione dei servizi, adatta anche per i portatori di handicap e dotata anche di piccole fontane per gli amanti del footing e del jogging che affollano il parco.

A questo punto la strada che corre sulla dorsale si divide. Una corre verso Sommariva Perno dopo aver superato il Pilone dell’Olmetto, un pilone antico che testimonia anche la presenza dell’uomo nel parco tanti anni fa e può rappresentare un momento di pausa e riflessione per tutti. L’altra strada svolta invece a destra e tra un dolce scendere e salire gira interamente attorno al lago delle Ginestre realizzando un originale “circuito verde” che andrà a sbucare esattamente da dove siamo partiti, cioè vicino al ponticello sul rio.

Ma, continuando a camminare ecco ancora sulla sinistra i nuovi reimpianti, sulle destra il vecchio bosco ripulito con le moltiplicate aree-sosta ed una divertente teleferica meta obbligata, non solo dei bambini, per tuffarsi letteralmente tra il verde. Avanza avanza ed ecco la “collina dei rifiuti”, cioè la discarica, ora chiusa, dove per dieci anni sono stati portati i rifiuti di tutta la zona. Mano a mano che il tempo passa viene ricoperta di nuova vegetazione e, quando l’operazione sarà finita, potrebbe diventare la collina più alta del Roero. Una collina vicino alla quale già sta per essere aperta un’altra discarica, ma questa volta, come prevede la legge soltanto per rifiuti inerti, trattati e inodori, praticamente per tutto ciò che resta dopo la raccolta differenziata.

Dunque continuando su questa strada si vede la “collina dei rifiuti” e poco lontano da essa ecco un’altra pineta, quella dei folletti, dotata di tavoli, angoli per il barbecue, fontanelle e naturalmente i servizi. Proprio da qui si può scendere attraverso sentieri interamente restaurati verso il lago delle ginestre, il cuore pulsante del parco. E proprio qui si incrocia il percorso ginnico, un tracciato di 1800 metri in un ambiente non solo suggestivo. Si può respirare a pieni polmoni passando su ponticelli in legno che legano le rive, fermandosi vicino agli anelli alle spalliere, agli assi di equilibrio.

E proprio poco distante c’è il giardino didattico: sono circa tremila metri quadrati dove sono state concentrate tutte le specie forestali che vivono nel parco. E quindi si incontrano la roverella, il rovere, la farnia, il carpino, l’ontano, il ciliegio selvatico, il castagno, la betulla, il pioppo nero, il ginepro, il chiavardello. E accanto a queste le altre specie, cioè quelle usate per i reimpianti: dal faggio al frassino, dall’acero, al platano, all’olmo.

Ma torniamo ancora al lago delle ginestre. Si chiama così perché è molto ricco e quasi attorniato da cespugli di ginestra. Il lago richiama la tipica fauna della zona e vi incontriamo l’airone cenerino, il germano, la gallinella d’acqua, ma anche il gheppio e la poiana e, naturalmente, moltissimi uccelli da passo. Nel parco stanno crescendo di numero il tasso, la volpe e il cinghiale.

Ora, ogni anno, in questo minuscolo parco passano almeno ventimila persone che vengono dalle vicine città di Bra, Alba, Carmagnola, naturalmente Torino e dai comuni del Roero. Una bella segnaletica unisce poi tutta la zona. Ha infatti le stesse caratteristiche. È cioè costituita da sostegni in legno con le indicazioni delle diverse località di questo originale paese tutto verde, delle aree sosta, il tutto spesso illustrato da cartine che sono collegate anche ai sentieri e ai numeri che li contraddistinguono che, di qua e di là, lambiscono il parco.

E, davvero, il Roero si conferma una terra antica dal cuore selvaggio e una grande voglia di futuro, futuro che sia verde e ambiente.

Si ricorda che l’accesso al Parco è consentito solo di giorno.